Oltre alla rappresentazione del Cristo, della Madonna e dei Santi sono presenti, in numero peraltro limitato, scene derivate dal Vangelo o dalla tradizione evangelica:

La Natività è la rappresentazione della Sacra Famiglia in una grotta o in una capanna. La scena è arricchita di altri personaggi celesti e non, come gli animali, bue e asinello, poi contadini, artigiani, donne, case, mulini, anche interni di case stesse od officine. I personaggi sono orientati verso la capanna o grotta fino all’arrivo dei Magi, e allora da quel momento di parla di adorazione. La raffigurazione della natività è molto antica e proviene per la maggior parte dai Vangeli.

Insieme alla natività è spesso presente l’Adorazione dei pastori, dove si vedono piccoli gruppi di pastori che si appressano alla culla portando doni legati alla loro attività (latte, formaggio).

Fuga in Egitto e Riposo durante la fuga in Egitto
La fuga in Egitto del bambino Gesù e della sua famiglia, a causa della persecuzione ordita da Erode, è raccontata nella parte iniziale del Vangelo di Matteo, chiamata comunemente “Vangelo dell’infanzia”. Il fatto prende l’avvio da un avvertimento provvidenziale che Giuseppe riceve in sogno.
La narrazione ci informa poi che la Santa Famiglia rimase in Egitto fino alla morte di Erode. L’Egitto rappresentava il luogo di rifugio più immediato per coloro che scappavano dalla tirannia del re di Giudea. 

Nel caso della Sacra Famiglia, uno dei temi più frequenti dopo la crocifissione, raramente sono presenti altri personaggi oltre ai tre “attori”: la Madonna, il Bambino e S. Giuseppe. La Madonna viene rappresentata con il Bambino in braccio o alla mano nel caso Gesù sia presentato più grandicello; S. Giuseppe con la barba, leggermente discosto con il lungo bastone fiorito. Nei bordi o sullo sfondo non mancano alberi, case, cherubini e a volte la colomba dello Spirito Santo.

Pentecoste
Celebrazione cristiana festeggiata il cinquantesimo giorno dopo la Pasqua – di domenica,   Pur essendo sicuramente originata da un’antica festa del raccolto nel mondo cristiano ricorda la discesa dello Spirito Santo su Maria e i discepoli di Gesù e segna la nascita della Chiesa cominciando dalla Comunità di Gerusalemme

Altre iconografie non riferibili a quelle sinora descritte in questa sezione sono:

Sacro Cuore di Gesù
I primordi della devozione al Sacro Cuore sono rintracciabili nella mistica tedesca del tardo medioevo ma fu nel corso del XVII secolo che si diffuse grandemente  fino a culminare nella consacrazione del genere umano al Sacro Cuore di Gesù voluta da Papa Leone XIII  nel 1899.  Iconograficamente il Sacro Cuore è rappresentato – tra le mani o nel petto di Gesù –  incoronato di spine, trafitto dalla lancia e sovrastato dalla croce a ricordo del sacrificio perpetrato per il genere umano.

Sacro Cuore di Maria
L’origine del culto può trovarsi nelle parole dell’evangelista Luca, dove il Cuore di Maria appare come uno scrigno che racchiude i più santi ricordi. La prima traccia di culto pubblico si trova a Napoli nel 1640 nella confraternita del Cuore di Maria, che diffuse anche la devozione al sacro Cuore di Gesù.  La festività, istituita nel 1805, fu poi estesa a tutta la Chiesa cattolica nel 1944, per ricordare la consacrazione dell’umanità al Cuore Immacolato di Maria eseguita da papa Pio XII nel 1942, durante la seconda guerra mondiale.  Generalmente il Sacro Cuore è rappresentato trafitto da una spada e circondato da una corona di fiori; sopra il cuore arde una fiamma splendente.

Santissimo Sacramento
Con questo termine si indicano le particole eucaristiche dopo la celebrazione della Messa contenute nella pisside e conservate nel tabernacolo.  In particolari momenti liturgici il Santissimo Sacramento può essere esposto al culto dei fedeli sia con la pisside (contenitore munito di piede e coperchio molto spesso realizzato in metallo prezioso ed ornato) sia mediante l’ostensorio (arredo sacro a forma di torretta con un oculum centrale raggiato nel quale esporre l’ostia consacrata

Santissima Trinità
L’unicità e trinità di Dio rappresenta un dogma – verità irrinunciabile – cui ogni cristiano cattolico è tenuto a credere anche se non compiutamente dimostrabile.  In sintesi la Trinità è formata dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo che si presentano come distinte ma della stessa sostanza di Dio.

Preziosissimo Sangue
E’  tradizione del territorio della Diocesi di Luni  che la reliquia del Sangue versato da Cristo a redenzione del mondo sia giunta alla città di Luni assieme al Volto Santo di Lucca nell’anno 782: si narra infatti come la croce lignea con l’effige di Gesù e l’ampolla contenente il Suo  sangue, predisposte sul Calvario da Nicodemo D’Arimatea ed affidate al mare, approdassero sulla spiaggia di Luni su una barca senza equipaggio.  La Croce, definita Sacro Volto, fu portata a Lucca – dove è conservata – mentre la Reliquia del Preziosissimo Sangue rimase a Luni. Da Luni fu poi trasferita a Sarzana nel 1204, anno della traslazione della sede episcopale.

I quattro Dottori della Chiesa
Nel 1298 papa Bonifacio VIIII nominò dottori della Chiesa d’occidente sant’Ambrogio, sant’Agostino da Ippona, san Girolamo e papa Gregorio I.   Successivamente ne furono nominati altri 32.  Il titolo è concesso o dal papa stesso o da un concilio. Si tratta di un riconoscimento attribuito eccezionalmente ed è dato solo postumo e dopo un preventivo processo di canonizzazione.

Dio Padre

L’Angelo Custode
L’angelo custode è un angelo che, secondo la tradizione cristiana, accompagna ogni persona nella vita, aiutandola nelle difficoltà e guidandola verso Dio. L’angelo custode ha lo scopo principale di tenere il fedele lontano dalle tentazioni e dal peccato e di condurre la sua anima a meritare la salvezza eterna in Paradiso. Scopo secondario è la realizzazione e la felicità terrena del singolo, oltre l’umana debolezza e miseria.
La Chiesa cristiana primitiva ereditò il concetto di «angelo» dal mondo ebraico, in cui l’esistenza di un anello intermedio fra Dio e l’uomo era garante della trascendenza divina, e la presenza di una «corte» di angeli attorno a Dio era una necessaria conseguenza della sua maestà regale. Il culto degli angeli aveva spesso eccessi, contro i quali la Chiesa lottò sin dall’inizio. Fra i compiti degli angeli ben documentati nell’Antico Testamento vi era quello di guidare e proteggere l’uomo e la donna e di essere messaggeri di Dio per l’umanità.  L’idea, però, che ogni singola persona fosse affidata ad uno specifico angelo si impose solo gradualmente nel Cristianesimo primitivo. Il culto per gli angeli custodi conobbe un particolare fioritura nel XVI secolo quando papa Paolo IV fece edificare, su progetto di Michelangelo, una basilica intitolata ai Sette Angeli.  In seguito, dopo che i loro nominativi erano stati soppressi dai testi liturgici, nel 1825 papa Leone XII li riportò in auge.

Anime del Purgatorio
spesso, nella parte inferiore delle maestà, vengono rappresentate le anime del Purgatorio che espiano la loro pena tra le fiamme.

Arcangelo Michele
E’ l’“Arcangelo” per antonomasia: gli altri saranno poi Gabriele e Raffaele. Capo degli angeli fedeli a Dio, di aiuto contro le forze del male. Raffigurato spesso in uniforme da soldato mentre uccide il drago con spada o lancia, spesso con una bilancia, un globo, uno scettro.

Arcangelo Gabriele
Nonostante nella tradizione sia conosciuto come Arcangelo in realtà nella Bibbia il solo Arcangelo riconosciuto è Michele e quindi Gabriele è considerato a tutti gli effetti un Angelo cioè un Messaggero. È Gabriele infatti che annuncia a Zaccaria la nascita del figlio, il futuro Giovanni Battista, e a Maria la nascita di Gesù.  Gli stessi musulmani credono che Gabriele abbia rivelato il Corano a Maometto e che Lo abbia accompagnato nell’ascesa al Paradiso. E’ rappresentato come una giovane figura androgina alata ed è spesso accompagnato dal giglio, simbolo della verginità di Maria.

Croce della Passione
Si tratta della rappresentazione della croce del martirio di Gesù Cristo con uno o più strumenti simbolo della Passione: le tenaglie, i 3 chiodi, il martello, il flagello, i dadi, la corona, la colonna, la scala, il titolo (INRI), il guanto, il calice, la canna con la spugna, la lancia, un tratto di corda, il gallo, ecc.
Solitamente sono in legno o in metallo.  Assolvevano allo scopo di celebrare la Passione di Cristo per rievocarne il ricordo nella mente dei passanti, esortandoli alla preghiera per la redenzione dei peccati commessi.
Queste croci sono diffuse nel territorio della Lunigiana storica anche a seguito della predicazione dei padri passionisti (secolo XIX e prima metà secolo XX).

Vescovo
In alcuni casi abbiamo trovato la rappresentazione di figure in abiti da vescovo ma prive di attributi che potessero portare alla identificazione.   Abbiamo quindi utilizzato la generica denominazione di “santo vescovo”.