Innocenzo XI
Como, 1611 / Roma, 1689.  Della nobile famiglia degli Odescalchi, Benedetto si laureò in diritto civile e in diritto canonico.  Prese i voti a 29 anni.  Ricoprì incarichi amministrativi su incarico dei papi Urbano VII e Innocenzo X.   Nominato cardinale diacono e poi vescovo.  Divenuto Papa nel 1676 con il nome di Innocenzo XI, dimostrò immediatamente la propria volontà di riformare i costumi e correggere gli abusi amministrativi: iniziò a combattere il nepotismo, le sinecure, le pratiche usurarie e l’uso degli schiavi nelle colonie. Il suo maggior sogno fu quello di realizzare una nuova Lega Santa che si opponesse alla Sublime Porta: sotto il suo pontificato si svolse infatti il terribile secondo assedio di Vienna, che segnò l’apogeo della potenza turca in Europa.   A lungo fu in contenzioso con il re di Francia Luigi XIV, il Re Sole sui diritti economici del Re sulle sede episcopali vacanti: alla fine fu lui a prevalere.  La sua canonizzazione,m anche per l opposizione dei re di Francia, ebbe un iter lunghissimo e fu dichiarato beato solo nel 1954.

Ippolito di Roma
Asia, 170 circa / Sardegna, 235.  E’ stato un teologo e scrittore romano, primo antipapa della storia della Chiesa; prima della morte si riconciliò con il papa legittimo, Ponziano, insieme al quale subì il martirio.  Ippolito fu il più importante teologo ed il più prolifico scrittore cristiano dell’era precostantiniana. Nonostante ciò la maggior parte dei suoi scritti sono andati perduti o ci sono giunti solo attraverso dei frammenti, mentre altri sono arrivati fino a noi solo nelle traduzioni in lingue orientali e slave. Delle sue polemiche contro gli eretici, l’opera più importante è il Philosophumena: l‘opera è una delle più importanti fonti per la storia delle eresie dei primi secoli del Cristianesimo.

Isidoro Agricola
Isidoro nasce  in Spagna verso la fine dell’anno 1000 e muore nel 1130. Di famiglia poverissima, per tutta la  vita lavorò la terra sotto padrone tanto da meritare l’appellativo di “agricola“.  Si dedicò alla preghiera come al lavoro della terra, cercando di far del bene alle persone e con un grande rispetto anche per gli animali tanto da far ricordare S.Francesco.  Condusse una vita del tutto normale e si sposò con una degna compagna, Maria Toribia,  che venne a sua volta beatificata, e con la quale condivise le opere buone. Venne canonizzato il 12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV. Suoi attributi gli strumenti del lavoro agricolo: il fascio di spighe e la coppia di buoi.  Spesso collegato all’acqua in quanto in uno dei suoi più celebri miracoli fece risalire l’acqua di un pozzo salvando il bambino che vi era caduto. Ugualmente noto come gli angeli lo sostituissero all’aratro per consentirgli di pregare.

Lazzaro
Palestina, I secolo. Mendicante e lebbroso. È il personaggio della parabola, raccontata da Gesù, del ricco epulone e del povero mendicante lebbroso. Raffigurato fasciato con le bende, che si mettevano a protezione delle piaghe dei lebbrosi

Leonardo di Noblac (o di Limoges)
Gallia, VI secolo / Limoges, 545. È spesso rappresentato con delle catene, o con i ceppi del galeotto per la sua particolare protezione degli imprigionati o carcerati ingiustamente; talvolta è in abito diaconale, episcopale, più spesso indossa il saio di un monaco

Liberata
Santa Liberata nasce agli inizi del VI secolo  in provincia di Piacenza.  Per sfuggire ad un matrimonio imposto dalla famiglia assieme alla sorella – anch’essa venerata come Santa Faustina – si allontana da casa  e trova rifugio a Como dove prende assieme alla sorella il velo benedettino dal vescovo Agrippa: le due monache fondano un monastero dedicato a Santa Margherita che viene soppresso solo per ordine di Napoleone nel 1810. Dopo la loro morte sono inumate inizialmente nel complesso monastico e successivamente le salme traslate per sicurezza nella Cattedrale di S.Maria a Como, ancora oggi a loro dedicata.   L’immagine forse più diffusa della Santa è quella che vede Liberata con in braccio due neonati in fasce, come santa protettrice contro i pericoli del parto e della mortalità infantile.

Lorenzo
Huesca (Aragona) / Roma, III secolo. Martirizzato all’epoca dell’imperatore Valeriano: fu arso su una graticola, strumento con il quale viene normalmente raffigurato.

Luca
Antiochia di Siria, 9 / Tebe (Grecia) 93.  Autore di un Vangelo e degli Atti degli apostoli.    Raffigurato per lo più accanto a un toro.

Lucia
Siracusa, III secolo / 304. Martirizzata sotto l’impero di Diocleziano. Fu sottoposta ad atroci torture: in particolare le furono cavati gli occhi. E’ raffigurata con un piatto sui quali sono posati i suoi occhi, con la palma del martirio, una lampada, un libro.

Ludovico di Tolosa
Brignoles (Provenza), 1274 / 1297. Secondogenito di Carlo II d’Angiò, re di Sicilia e fratello di Carlo Martello d’Angiò. Prese i voti rinunciando al diritto di primogenitura e al regno.  Fu vescovo di Tolosa.  Morì a soli 23 anni. Fu proclamato santo nel 1317.

Luigi IX
Poissy (Francia), 1214 / Tunisi, 1270. Re di Francia, guidò una crociata in Terra Santa. Sconfitto e incarcerato, fu poi rilasciato. Continuò il viaggio in Terra Santa come pellegrino e rientrò in Francia. Capeggiò una seconda crociata ma, giunto a Tunisi, si ammalò di peste e morì. Raffigurato in abiti regali.

Luigi Gonzaga
Castiglione delle Stiviere (Mantova), 1568 / Roma, 1591. Di famiglia nobile, divenne gesuita e dedicò la sua breve vita agli umili e agli ammalati. Raffigurato con la pettorina dei Gesuiti. Talvolta si aggiunge un crocifisso, un giglio, un teschio

Marco Evangelista
Palestina, I secolo. Discepolo di Paolo e di Pietro, poi evangelista. San Girolamo (IV secolo) argomentò come si possano associare i quattro evangelisti con i simboli del “tetramorfo” che compaiono nelle profezie di Ezechiele, riprese poi nelle visioni dell’Apocalisse: l’immagine biblica è composta da quattro simboli ai quali sono stati associati: un uomo alato (Matteo), un leone (Marco), un toro (Luca) e un’aquila (Giovanni).

Margherita da Cortona
Laviano (Perugia), 1247 – Cortona 1297. Passò la vita ad aiutare gli ammalati e i poveri.

Margherita di Antiochia
Antiochia di Pisidia (attuale Turchia), III secolo. Incarcerata a causa della sua fede fu visitata in cella dal demonio sotto forma di drago che la inghiottì. Margherita, armata della croce, gli squarciò il ventre e si liberò. Fu poi decapitata. Raffigurata con un drago incatenato

Maria Maddalena
Magdala (attuale Palestina) / Efeso (attuale Turchia), I secolo.   Maria Maddalena detta anche Maria di Magdala è considerata una delle più importanti seguaci di Gesù, fu tra i pochi presenti alla crocifissione ed alla morte di Gesù, ed è infatti spesso rappresentata ai piedi della croce. Fu anche  la prima alla quale apparve Gesù dopo la Sua risurrezione divenendo in tal modo  la prima annunciatrice della buona novella.  La sua figura è stata per lungo tempo identificata con la peccatrice che unge i piedi a Gesù: questa attribuzione è stata nel tempo più volte riconsiderata dalla Chiesa ed è molto probabile che si trattasse di persone diverse; tuttavia l’identificazione di Maria Maddalena con la  peccatrice pentita è ancora molto viva nella tradizione popolare e questa lettura iconografica è quella prevalente nelle maestà dove viene raffigurata  ai piedi o in prossimità della croce con i capelli sciolti, alcune volte in abiti discinti che abbraccia i piedi di Gesù.

Marta
Palestina, I secolo. Sorella di Maria e di Lazzaro di Betania. Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea.

Martino di Tours
Ungheria, 316 / Candes (Francia), 397. Militare nell’esercito imperiale diventa poi prete, quindi Vescovo di Tours. Raffigurato a cavallo nell’atto di dividere il proprio mantello per darne una metà a un povero.

Nicola da Tolentino
Castel Sant’Angelo (Roma), 1245 / Tolentino (Macerata), 1305. Sacerdote degli eremitani di Sant’Agostino. Raffigurato in abito agostiniano, con stella o sole sul petto, pane.

Nicola di Bari
Pàtara (attuale Turchia), 250 / Mira (Turchia) 326. Fu considerato santo già da vivo. Il suo culto ebbe grande diffusione fra il X e il XIII secolo. Raffigurato con bastone pastorale, con tre sacchetti di monete (tre palle d’oro) o come bambino emergente da una tinozza: le ultime due iconografie fanno riferimento a miracoli a lui attribuiti.